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Estate Rovente, i dannati di Tehran

By: Giorgio Trombatore

Chissà in quanti hanno notato che mentre la nostra penisola prendeva fuoco per mano di "bastardi" piromani, nel vicino Iran si impiccavano giovani accusati di delitti vari.
Un numero impressionante di persone è stato giustiziato in Iran dall'inizio dell'anno, proprio mentre noi affitavamo il pedalò, o facevamo la calca per entrare in una discoteca.

Ma dato che stiamo parlandi di crimini commessi dal regime di Ahmadinejad ( non dell'odiato Bush) allora quasi nessuno ci fa caso.

Perchè nel nostro paese ci scandalizziamo e raccogliamo petizioni solo quando a finire sotto il patibolo magari è un ragazzo di colore americano?.
A quel punto tutti ci indignamo di fronte alla macchina della giustizia americana e tra una trasmissione e l'altra si riempiono i talk show italiani di veline, e premi nobel.
A quel punto l'intero paese si mobilita e si fanno petizioni, fiaccolate, e talvolta riusciamo anche a tirare in causa il papa per gridare al mondo il nostro sdegno di paese civile.

Sull'america poi scriviamo articoli e memoriali, e c'è chi arriva anche a boicattare qualche prodotto americano. Ma quando questi crimini vengono commessi da un paese musulmano dove il suo leader ha affascinato qualche "rincoglionito " di casa nostra con la favoletta dell'America cattiva, allora non si indigna più nessuno.

Solo qualche fievole rimbrotto da parte del nostro ministero degli esteri, niente di più. Nel frattempo la gente viene ammazzata in piazze che si riempiono come le nostre "sagre " di campagna.
E chissà fra quanti ammazzati c'erano solo disertori o dissidenti, stanchi di soccombere al nuovo regime iraniano.
Certo se quelle esecuzioni di piazza fossero state fatte da qualche regime militare sudamericano (stile Pinochet), sono convinto che in quell'occasione non sarebbero mancati i cortei organizzati da parte di un gruppo parlamentare del nostro governo.
Ma dato che non c'e' di mezzo ne Israele, ne l'America ne tantomeno qualche gruppo paramilitare al potere, allora bisogna stare cauti nell'esprimere giudizi.
Anzi meglio non esprimersi proprio.
Giorgio Trombatore

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