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L'inconfondibile profumo dei tartufi
Articoli ed Informazioni Scientifiche
C'è chi lo apprezza e c'è chi non lo sopporta, ma tutti lo riconoscono, stiamo parlando dell'inconfondibile profumo dei tartufi. Ora un gruppo di ricercatori del Centro di eccellenza CEBIOVEM (Dipartimento di Biologia Vegetale dell'Università di Torino) e dell'IPP-CNR sempre di Torino si è dedicato alla messa a punto di un sistema per analizzare la composizione di questo odore così particolare . Lo studio ha permesso di identificare ben 119 molecole organiche volatili, delle quali 70 non erano ancora state descritte nei tartufi e 60 nei funghi in generale. Questi aromi si sono dimostrati molto variabili e caratterizzanti delle diverse specie di tartufi. Inoltre i ricercatori sono stati in grado di discriminare alcune sostanze odorose presenti esclusivamente nel corpo fruttifero o nel micelio. La ricerca è stata pubblicata sul numero di ottobre della rivista Phytochemistry.
 
Spazio, in Europa i progetti delle Province italiane
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Le province italiane vogliono giocare un ruolo importante nella sfida aerospaziale e puntano a realizzare progetti su scala europea. La presentazione è avvenuta a Bruxelles, nella sede del Parlamento europeo. Tra coloro che hanno elaborato un piano c?è la Provincia di Torino. Dopo la firma, piu' di un anno fa, di un accordo interistituzionale per coordinare le politiche di settore e le molteplici applicazioni connesse al programma satellitare Galileo, grazie ad una rete composta sedici province italiane interessate - Roma, Milano, Torino, Firenze, Pisa, Rieti, Viterbo, Napoli, Caserta, Benevento, L'Aquila, Frosinone, Matera, Terni, Perugia e Ascoli Piceno - sono stati messi a punto undici progetti da applicare su tutto il territorio nazionale, rielaborati, in modo da evitare sovrapposizioni e realizzando sinergie, da una sessantina di progetti preesistenti. I progetti, e' stato spiegato nella presentazione al Parlamento hanno le caratteristiche per rispondere agli obiettivi del settimo programma quadro europeo per la ricerca e quindi per accedere ai finanziamenti Ue 2007-2013 ma, al tempo stesso, per consentire alle imprese, compreso quelle di piccole dimensioni, di acquisire strumenti tali da diventare competitive nel settore. L'iniziativa, promossa dall'Unione delle province italiane, che come ha sottolineato il presidente Fabio Melilli, attribuisce enorme importanza allo sviluppo del settore, e' stata accolta positivamente sia dagli europarlamentari intervenuti, sia dai rappresentanti delle istituzioni comunitarie.
 
Premio Eni Italgas per scienza e ricerca
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Il 19 marzo a Torino innovazione, energia e ambiente sono le protagoniste del conferimento del Premio Eni Italgas giunto alla XIX edizione. I riconoscimenti di quest'anno sono: - il Premio Scienza e Ambiente ex aequo a Armand Paul Alivisatos per gli studi condotti su celle solari molto sottili costituite da minuscoli cristalli (nanocristalli) sensibili alla luce e a Alan J. Heeger, premio Nobel per la chimica nel 2000, per le innovative ricerche su celle solari realizzate in materiale plastico: economiche, versatili e pulite. - il Premio Debutto nella Ricerca a Maria Assunta Navarra e Alberto Gasparotto per gli studi svolti rispettivamente sulle nuove tecnologie applicate alle celle a combustibile e sulle nanotecnologie in ambito energetico e ambientale. - Premio Divulgazione Scientifica a Vittorio Bo per il contributo dato alla diffusione della cultura e della divulgazione scientifica nell'attività editoriale e con la realizzazione del "Festival della Scienza". Una menzione speciale è stata riconosciuta a "TuttoScienze", nella figura di Piero Bianucci, a lungo responsabile del supplemento del quotidiano "La Stampa" che da 25 anni diffonde i temi della scienza tra il pubblico.
 
Giugiaro disegnerà il logo dello Shuttle
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In collaborazione con l'Agenzia Spaziale Italiana (ASI), Giorgetto Giugiaro sviluppera' il logo di Space Shuttle STS-120, complessa missione spaziale del Programma Space Shuttle verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) che nel prossimo autunno avra' il compito di portare in orbita e agganciare un nuovo elemento della ISS, il Nodo 2. Il modulo, sviluppato da Alcatel Alenia Space negli stabilimenti di Torino, consentira'l'installazione in orbita dei laboratori europeo e giapponese. A bordo dello shuttle Atlantis, membro dell'equipaggio sara' Paolo Nespoli, astronauta italiano del corpo astronauti dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA), al suo primo volo verso la Stazione Spaziale Internazionale.
 
Matematica, svelata la struttura E8
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Il segreto di una delle strutture matematiche più complesse è stato svelato da un gruppo di ricercatori americani che dopo anni di lavoro è arrivato alla decodificazione di E8. E8 e' un esempio di Gruppo di Lie, concetto scoperto nel 1887 dal matematico norvegese Sophus Lie per studiare la simmetria. Peter Sarnak, professore di matematica all'Universita' di Princeton e presidente del comitato scientifico dell'Aim, l?Istituto delle matematiche, ha parlato di risultato "importante non solo per far progredire le conoscenze matematiche di base, ma anche per facilitare i calcoli con elaboratore elettronico che permettono di risolvere problemi complessi". Lo studioso ha aggiunto che ?capire le rappresentazioni di E8 e di un gruppo di Lie e' essenziale per cogliere fenomeni in numerose discipline matematiche e scientifiche tra cui l'algebra, la geometria, la teoria dei numeri, la fisica e la chimica".
 
Il magazzino del giorno del giudizio
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Dentro ad una grande struttura in calcestruzzo, incastonata all?interno di una montagna di arenaria rivestita di permafrost, in una delle isole più fredde al mondo, l'isola di Spitsbergen nell'arcipelago delle Svalbard, quasi a 1.000 kilometri dal Polo Nord, sarà contenuto il futuro delle scorte alimentari dell?umanità. La struttura è la "doomsday vault" ossia il ?magazzino del giorno del giudizio? e sarà destinata a contenere circa 2 milioni di semi, che rappresentano tutte le varietà conosciute delle colture diffuse nel mondo. E? stata costruita per salvaguardare il patrimonio alimentare mondiale da possibili catastrofi che potrebbero danneggiarlo o distruggerlo: guerre nucleari, cambiamenti climatici violenti, conseguenze di attacchi terroristici, innalzamento del livello dei mari, terremoti, impatti di asteroidi, ecc. La bassa temperatura all?interno della struttura, mantenuta -18 °C, servirà per garantire che tutte le specie abbiano le stesse speranze di sopravvivenza. Sarà comunque necessario testare periodicamente la vitalità dei semi, che varia da specie a specie, per sostituire quelli che, nel tempo, non offriranno sufficienti garanzie di dare origine a nuove piante. ?Se il peggio dovesse succedere, questo permetterebbe al mondo di ricostruire l?agricoltura sul pianeta? afferma Cary Fowler, direttore del Global Crop Diversity Trust, una fondazione che promuove e gestisce il progetto finanziato dal governo norvegese per preservare la biodiversità oggi presente sul pianeta.
 
Tabacco selvatico antitumorale
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Una società biotecnologica francese, la Librophyt SA, si accinge a produrre molecole di elevato interesse terapeutico facendo ricorso a piante della specie Nicotiana sylvestris ( la pianta che fornisce le foglie utilizzate per la produzione del tabacco è Nicotiana tabacum) geneticamente modificate con irradiazione. La modificazione genetica permette di dotare la pianta di quei geni responsabili, nel metabolismo vegetale, della produzione di precursori, appartenenti alla famiglia dei taxani, delle molecole di Taxol® (molecola naturale) e di Taxotere® (derivato semisintetico), oggi utilizzate con successo nella cura del tumore al seno e all?utero. Il procedimento consiste nell?irradiare la pianta con raggi gamma, per creare, la livello del DNA, dei buchi dove alcuni geni diventeranno inattivi. In secondo tempo i buchi saranno riempiti con altri geni, responsabili della sintesi della nuova sostanza, che dovrà poi essere estratta e purificata. Il precursore dei taxani è naturalmente presente nella corteccia, negli aghi e nei rami del tasso (Taxus baccata). Le quantità presenti nelle varie parti dell?albero sono però molto limitate e il suo sfruttamento per l?estrazione della sostanza antitumorale potrebbe avere gravi conseguenze sulla presenza e sulla diffusione della specie a livello mondiale. La produzione della molecola a partire dalle piante di tabacco g.m. avrebbe invece il vantaggio di procedere all?estrazione da coltivazioni programmabili salvaguardando le risorse naturali. Il tabacco, che bene si presta alla trasformazione genetica di questo tipo, presenta la caratteristica di avere una crescita rapida, in grado di fornire ingenti quantità di biomassa da cui ottenere quantità significative dell?antitumorale.
 
Come vivere più a lungo? Facile: basta vincere un Nobel
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Una buona notizia per tutti coloro che aspirano a trovare la ricetta per vivere sempre più a lungo viene dai risultati di un lavoro condotto da un gruppo di ricercatori europei coordinati dal Prof. Oswald: vincere un Premio Nobel allunga la vita mediamente di 2 anni. L'orgoglio e lo status sociale che ne derivano sarebbero il magico elisir di giovinezza offerto ai vincitori insieme con il più vile premio in denaro, che al contrario, come sanno tutti, non serve a comprare la salute. La vita media dei vincitori è di 77,2 anni, mentre per coloro che sono stati solamente "nominati" scende a 75,8. In effetti se guardiamo agli scienziati italiani insigniti con il prestigioso premio la media è addirittura ampiamente superata. Per chi non i requisiti per accedere a un Nobel c'e' comunque una speranza: anche un qualsiasi altro riconoscimento in campo letterario o scientifico dà benefici di longevità. In fondo dunque c'e' una chance per tutti, da chi vince il premio per il miglior articolo sul giornalino della scuola, a chi entra nel Guinnes dei primati per una qualche improbabile performance. Del resto anche chi ha lavorato a questa ricerca può aspirare alla vittoria nell'IgNobel (traducibile in IgNobile), il riconoscimento dato dall'Università di Harvad alle ricerche più astruse.
 
Bando dell'UE per il monitoraggio dell'ambiente
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L'Agenzia Europea per l'Ambiente (EEA) ha lanciato un bando di gara ad evidenza pubblica per il servizio di Monitoraggio Globale per l'Ambiente e la Sicurezza (Global Monitoring for Environment and Security - GMES), un monitoraggio territoriale ad alta definizione della situazione relativa all'anno 2006. L'esplorazione del territorio dovrà fornire un'ampia gamma di dati ambientali per implementare le politiche di protezione dell'ambiente sia a livello europeo che a livello locale. I settori sotto indagine sono quelli dell'agricoltura, dello sfruttamento dei suoli, dell'acqua, dell'ambiente urbano, della qualità dell'aria, dello sfruttamento delle coste, della biodiversità e della protezione della natura. Il progetto viene effettuato con la collaborazione dell'ESA (Agenzia Spaziale Europea) che fornirà i dati dei rilevamenti satellitari. Per informazioni: European Environment Agency Attn: Linda Jandrup Kongens Nytorv 6 - DK-1050 Copenhagen K Tel: +45 33 36 71 71 - Fax: +45 33 36 71 51 http://ted.europa.eu/udl?uri=TED:NOTICE:011672-2007:TEXT:EN:HTML
 
Il satellite CoRoT ha iniziato il suo lavoro
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Studiare la ?sismologia stellare? e andare alla ricerca di pianeti extrasolari: questi i due obiettivi principali della missione del satellite CoRoT che, lanciato in orbita lo scorso 27 dicembre 2006, ha iniziato ora a far lavorare il suo telescopio e ad inviare le informazioni a Terra. CoRoT esplorerà una porzione di cielo, registrando le debolissime variazioni di luminosità di circa 120.000 stelle. Questi dati permetteranno di studiare quelle oscillazioni di intensità luminosa dovute a vere e proprie onde sismiche che attraversano alcuni astri. Le informazioni raccolte permetteranno anche agli scienziati di individuare pianeti gassosi, con masse paragonabili a quella di Giove, oppure pianeti di tipo roccioso, più piccoli e simili al nostro. CoRoT è un progetto dell'Alcatel francese, sviluppato in collaborazione con l'Agenzia Spaziale Europea, al quale i ricercatori italiani dell'INAF (Istituto Nazionale di AstroFisica) hanno contribuito in maniera significativa, selezionando le stelle primarie più brillanti e quelle ?secondarie? che saranno studiate durante la missione, avvalendosi di indagini spettroscopiche ad alta risoluzione effettuate anche al Telescopio Nazionale Galileo e al telescopio dell?Osservatorio Astrofisico di Catania.
 
Al via un nuovo studio su diossina e salute in Campania
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L?anno nuovo inizia con la triste eredità dell?allarme roghi per i rifiuti accumulati lungo le strade della Campania. Un?emergenza di cui non si vede la fine, vista la difficoltà di trovare aree adatte allo smaltimento e allo stoccaggio della spazzatura per l'opposizione degli abitanti nelle zone interessate. E una questione tanto grave da essere citata persino nel messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica. Per dare la giusta dimensione al problema la Regione Campania avvia proprio in questi giorni un?indagine di biomonitoraggio umano che non ha precedenti in Italia (per dimensione del campione) ed è tra le più ampie condotte a livello internazionale. A partire da febbraio verranno fatti prelievi di sangue su 780 persone e di latte materno su 50 donne per valutare l?eventuale presenza di diossine e metalli pesanti. La lista delle persone coinvolte sarà composta in modo proporzionale alla popolazione locale, in una fascia di età che va dai 20 ai 64 anni, in 13 Comuni scelti per diverso livello di rischio ambientale. Lo studio «Sebiorec» sarà realizzato dall?Istituto Superiore di Sanità (ISS) con la collaborazione di: Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IFC-CNR) a Pisa, Osservatorio Epidemiologico, Registro Tumori - Asl Napoli 4 e cinque altre Aziende Sanitarie Locali della Campania. Nei mesi scorsi l?allarme per l?inquinamento da rifiuti nel napoletano aveva indotto la Protezione Civile a finanziare una prima indagine epidemiologica (realizzata da OMS, ISS e CNR), che ha consentito di identificare le aree a maggiore rischio per la salute. «Ora», spiega Fabrizio Bianchi, dirigente della ricerca all?IFC-CNR di Pisa, «la Regione promuove un nuovo studio con l?obiettivo di verificare se il livello di inquinamento ambientale abbia aumentato davvero l?esposizione della popolazione a contaminanti pericolosi e capire i rischi che ciò può determinare. È dunque un?indagine non sulla salute, ma sul livello di esposizione pregressa (o recente) a sostanze pericolose, la cui presenza nell?ambiente è ormai attestata. Affiancheremo ai prelievi un questionario sulle abitudini di vita e di lavoro, indispensabile per interpretare correttamente i dati ottenuti dai campioni biologici». I risultati saranno molto utili per programmare interventi di riqualificazione ambientale e prevenzione sanitaria che, a questo punto, sono quanto mai urgenti. «Purtroppo in campo sanitario e ambientale alcuni tendono a minimizzare i rischi mentre altri esagerano i danni in assenza di dati certi, alimentando le paure della gente. Fare chiarezza è doveroso ed è la prima buona azione che lo studio si propone nei confronti della comunità». I contenuti specifici della ricerca, le modalità e il valore dei risultati per la tutela della salute pubblica saranno presentati già a partire da gennaio in riunioni apposite con i medici di base, gli amministratori e le comunità locali.
 
Scarti preziosi
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Ogni anno in Europa si producono circa 8,5 milioni di tonnellate di pomidori. Dai processi di trasformazione si originano circa 2 milioni di tonnellate di residui e proprio questi potrebbero essere un?ottima fonte di integratori e supplementi nutrizionali, come l?antiossidante licopene. Un recente progetto europeo ha sviluppato un processo di estrazione che prevede di ottenere il licopene dai semi di pomodoro contenuti negli scarti di lavorazione, per un uso funzionale sia alimentare che cosmetico. Nel processo, oggi già portato avanti a livello industriale, è previsto l?utilizzo anche dell?anidride carbonica che, compressa ad elevata pressione e ad alte temperature (scC02), acquisisce un buon potere solvente, che viene aumentato dall?utilizzo contemporaneo dell?etanolo. Il risultato dell?estrazione è poi sottoposto a centrifugazione per ottenere, nella frazione a bassa densità, un olio ricco in antiossidante a cui viene addizionata vitamina E per evitare fenomeni di ossidazione. Inoltre, dalla estrazione della frazione a media densità, si può ancora ottenere licopene sottoforma cerosa, che può avere molteplici applicazioni nell?industria cosmetica, compreso l?uso come colorante naturale e antiossidante nelle prodotti per la pelle. Si prevede che lo sviluppo di questa come di altre tecnologie in sperimentazione possa costituire una ottima opportunità per l? utilizzo di questo abbondante materiale di scarto di origine vegetale, con benefici sia per i produttori della molecola fitochimica, sia per i consumatori utilizzatori di licopene, che potrebbero acquistare l?antiossidante a prezzi più concorrenziali. Per approfondimenti http://www.nuovaestrazione.it/lavori/INGAL%20licopene%20Naviglio%202006.pdf
 
Tumori al seno: due nuove scoperte italiane aiutano a sconfiggere questa malattia.
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Il direttore Scientifico dell?IFOM (Fondazione Istituto FIRC di Oncologia Molecolare), Pier Paolo di Fiore, di Milano, ha pubblicato sulla rivista Nature (numero del 3 gennaio), una delle pubblicazioni più prestigiose in ambito scientifico, uno studio che apre nuovi percorsi terapeutici contro il tumore del seno, contribuirà anche a capire la gravità della malattia per ogni paziente. La proteina NUMB aiuta a controllare ed inibire la crescita del cancro lavorando in simbiosi con uno dei più noti ?controllori? anticancro, la proteina p53. Senza la presenza di NUMB, p53 perde la sua funzione di controllore e il tumore ha una prognosi peggiore ed è resistente alla chemioterapia. In sintesi NUMB può essere utilizzato come indicatore per il tumore alla mammella: è sufficiente valutare la quantità di NUMB nei pazienti per capire la gravità del tumore. E, terapeuticamente, modulando con i farmaci la quantità di NUMB si possono ripristinare le condizioni di normalità. A Genova, invece, un team di scienziati dell'Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro e dell'Università, ha identificato un legame diretto tra l?espressione (la presenza) di un gene, HER2, e la risposta curativa di una classe di chemioterapici note come antracicline. Questi farmaci sono efficaci nelle pazienti dove nel tumore è presente HER2, ma non recano giovamento nei tumori in cui HER2 non è presente, cioè nel 70% dei casi. Questo significa che nelle pazienti con HER 2 negativo è sconsigliato curarle con le antracicline, evitando così gli effetti tossici di questi chemioterapici, come la perdita dei capelli . La ricerca è stata pubblicata il 2 gennaio 2008 sul Journal of the National Cancer Institute, prestigiosa rivista americana d'oncologia.
 
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