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Creative Commons e RAI
Il sogno degli utenti, di vedere per la prima volta l’Italia e le Telecomunicazioni italiane all’avanguardia in Europa si sta trasformando nel solito incubo che ci vede invece agli ultimi posti su questo tema. In Rai si era parlato di una grande svolta, che avrebbe permesso agli utenti internet di visionare e scaricare gran parte dei contenuti RAI, distribuiti sotto licenza Creative Commons, e addirittura di  partecipare con contenuti autoprodotti. Tutto questo non poteva che trovare l’appoggio di Anti Digital Divide. La nostra associazione prudentemente ha voluto attendere gli sviluppi della questione perchè temeva che le cose potessero prendere una piega diversa. Non ci siamo espressi neanche sull’aumento del canone RAI, perché se le novità presentate fossero di fatto divenute effettive gli utenti non avrebbero mostrato ostilità nel pagare qualcosa in più.Nella bozza del nuovo contratto RAI, purtroppo è sparito ogni riferimento alle Creative Commons, e si sono ridotte di molto le innovazioni presenti nella precedente versione. Punti essenziali come, coinvolgere gli utenti con discussioni e con contributi autoprodotti e la possibilità di scaricare programmi di interesse, sono stati fortemente ridimensionati se non cancellati.Un altro punto importante che sembrava garantito nella prima stesura, la neutralità della rete, (un tema molto caro alla nostra associazione) ora non è più tale.
Leggi Tutto : http://www.antidigitaldivide.org/print.php?sid=569.
 
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