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Dopo aver cercato di ampliare la visione rispetto alle critiche nate dalla realizzazione dell’ormai celeberrimo portale, non potendo partecipare all’incontro che si terrà a fine marzo, provo a fornire un contributo a distanza sia al dibattito che, possibilmente, alla potenziale risoluzione di alcuni problemi.
Per quanto riguarda il portale stesso credo che obiettivi e partecipanti siano sufficienti per tralasciare quest’ambito, già ben definito, e concentrare il mio modesto contributo su gli altri aspetti relativi a questo settore.
Il nostro paese all’interno dell’ UE dei 13 è l’unico che si posiziona nel secondo quartile con una competitività di questo settore che è inferiore anche a Grecia e Portogallo con i quali solitamente condividiamo “il fanalino di coda” delle classifiche sulla competitività in Europa.
Gli ambiti macro che appaiono di maggior criticità sono relativi a Prioritization of Travel & Tourism [Effectiveness of marketing and branding 93° su 124] , Price competitiveness [Purchasing power parity 103° su 124] e Human resources [Quality of the educational system 72° & Extent of staff training 62° su 124]; proverei, dunque, a focalizzarmi su questi tre aspetti che ottengono uno scoring di gran lunga inferiore rispetto al 33° posto generale occupato nella classifica generale.
1) Efficacia del Marketing e del Branding:
Esiste a monte un problema complessivo di sistema della nazione che, come evidenziato dal recente Global Competitiveness Report 2006-2007, è trasversale a tutta l’efficienza di spesa della pubblica amministrazione ed alla [scarsa] qualità delle istituzioni legate direttamente o indirettamente al settore pubblico. Questo si evidenzia anche nell’ambito del turismo dove l’attenzione ad un comparto che assorbe il 10.8% del PIL e l’ 11,9% degli occupati è inconsistente e non parrebbe rientrare nelle priorità attuali.
Regioni, ATP ed altri attori istituzionali del processo assolvono alla sola funzione di spartire poltrone e denari per gli amici di turno che non possono che generare campagne pubblicitarie che rappresentano l’essenza del loro expertise nella comunicazione.
Citando a titolo esemplificativo sul da farsi alcune realtà che conosco meglio di altre, è possibile rilevare come tutta la fascia adriatica [Grado - Rimini, che era polo di forte attrazione per il turismo estero, non sia posizionata sul mercato a Jesolo come a Rimini cercano di attirare la famiglia con prole ed il gruppo di "guagliocelli" da [s]ballo che evidentemente entrano in conflitto tra loro e alla fine sono in entrambi i casi insoddisfatti. A Benidorm o Ibiza si [s]balla, volendo, per tutto l’arco delle 24 ore ma a Cadaques o Mojacar si sta tranquilli; loro la scelta l'hanno fatta ed i risultati si vedono.
La differenziazione, la creazione di elementi distintivi [di cui il logo è un elemento] sono la base di qualsiasi strategia competitiva ed è, dunque, per sintesi, questo l’aspetto sul quale concentrare sforzi e risorse; continuare a sparare nel mucchio non funziona neanche per il turismo.
2) Competitività di Prezzo:
Retrocediamo a passi da gigante per ingressi turistici nella graduatoria dei paesi perchè [anche in questo caso] non godiamo più dell' "effetto lira" nei confronti dei turisti stranieri e - a parità di costo - non offriamo accoglienza adeguata ai turisti.
Inoltre gli albergatori e gli operatori del turismo hanno molto spesso un' atteggiamento da rapina nei confronti del turista e personale "d'occasione" [come rilevato dal rapporto e ripreso più avanti] con un rapporto qualità prezzo troppo sbilanciato.
In quest’ambito, con il generale allineamento dei prezzi successivo all’avvento dell’euro, abbiamo livelli di competitività complessivamente allineati agli altri paesi europei è dunque sulla qualità delle strutture e del servizio che bisogna procedere per migliorane il rapporto tra prezzo e prestazione erogata. A questi elementi, con particolare riferimento al mezzogiorno, vanno aggiunti interventi sulle infrastrutture indirettamente legate al turismo [ancora questa estate gli scarichi a cielo aperto in Calabria non si contavano].
Ulteriore elemento di recupero può essere trovato favorendo la destagionalizzazione, agevolando così sia la stabilità dell’offerta che un miglior rapporto qualità – prezzo puntando su elementi che riqualifichino il territorio e divengano polo di attrazione durante tutto l’arco dell’anno. Vedo personalmente nella realizzazione di campi da golf e strutture di complemento una significativa opportunità in tale ambito poiché a parità di condizioni climatiche con altre regioni d’Europa [Costa del Sol in primis] questa è , ad oggi, una delle tante grandi occasioni mancate per lo sviluppo del turismo e dell’economia del sud del nostro paese in generale.
Infine, il rapporto sfavorevole tra prezzo e prestazione erogata si ripercuote particolarmente sul numero di pernottamenti è questo, quindi, un altro degli elementi su cui focalizzare l’attenzione creando attrazioni e meccanismi incentivanti in tale ambito.
3) Risorse Umane:
Per chi come il sottoscritto si occupa, anche, di formazione non è certo una novità che può sorprendere verificare per l’ennesima volta come mediamente le nostrane risorse umane siano disin_formate abbiano tassi di scolarizzazione superiore mediamente inferiori del 15% agli obiettivi di Lisbona del 2010 e, altrettanto, le pratiche di lifelong learning siano inferiori in molti casi a quelle degli altri paesi europei.
Non solo abbiamo tassi di partecipazione alla formazione assolutamente inferiori alla media della UE ma registriamo una tendenza al decremento di tale partecipazione sia rispetto a quanto avvenuto nel nostro paese che, ancorpiù, relativamente alla crescita degli standard di adesione a livello europeo.
Miopia imprenditoriale sulla valenza di conoscenza di una lingua straniera e peculiarità del mercato del lavoro, per lo più stagionale, caratteristiche del settore affliggono e deprimono ulteriormente la qualità delle risorse umane disponibili e, di conseguenza, il valore aggiunto che le stesse sarebbero in grado di creare se correttamente coinvolte ed addestrate allo scopo.
Immagino che Ministri, responsabili del personale e gli altri attori coinvolti nel processo non considerino che marginalmente questo aspetto per i costi legati al processo, tralasciando vergognosamente il costo, di gran lunga superiore, di carenza di efficacia insito in processi formativi che sin dalla più tenera età si concretizzano in domande dei docenti [bambini, avete capito?] che anche Del Piero ormai evita.
E’ dal 1968, o prima, che si parla di riforma della scuola senza mai riuscire ad effettuarne una [seria]. Al di là della grande impresa, la piccola e media impresa, che costituisce oltre il 90% del tessuto imprenditoriale generale italiano [a proposito di coda lunga] e ancor più, se possibile, del turismo, continuano a considerare la formazione come un mero costo implodendo così miseramente.
Riprenderò quest’area d’intervento e di sviluppo, sperando possa coinvolgervi così come appassiona il sottoscritto, a breve.
Sono consapevole di aver, nella migliore delle ipotesi, semplicemente sfiorato temi che per la loro complessità ed articolazione richiederebbero spazi ed approfondimenti di gran lunga superiori ma mi auguro almeno di aver assolto all’obiettivo iniziale dichiarato di contributo costruttivo ad un dibattito che se focalizzato solo sulla struttura e gli obiettivi del portale rischierebbe di focalizzarsi solo sugli aspetti operativi e tattici tralasciando “colpevolmente” quelli strategici.
Se posso, in conclusione, effettuare un ultimo suggerimento; credo che la struttura del camp possa beneficiare dell’adozione di metodiche e di strumenti quali quello di cui parlai qualche mese fa per accrescere ulteriormente l'efficacia propositiva e valorizzare maggiormente il lavoro di tutti coloro che si sono messi a disposizione; magari l'autofinanziamento potrebbe servire proprio a questo. Leggi Tutto : http://www.marketingblog.it/travel-and-tourism-competitivness-index/hospitality-management/italia-non-competitiva/marketing-territoriale/italia-it/ritalia-it/marketing-turismo/italia-it-italia-si.htm. |
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