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Tecniche di disinformazione

 

Mentre i principali quotidiani nazionali si affannavano nel riportare con evidenza i miglioramenti dell’indice di fiducia mensilmente rilevato dall’ISAE, il Financial Times in un articolo del 18 Febbraio rende noti i risultati di una ricerca commissionata dall’autorevole quotidiano inglese ad Harris Poll sulla percezione generale della salute dell’economia dei paesi della UE  e sull’attrattività di ciascuna nazione come destinazione di lavoro.
 
All’interno di questi spazi, tra gli altri, abbiamo già avuto modo e motivo di evidenziare i criteri di newsmaking dei mass media nazionali e l’utilizzo strumentale in quest’ambito dei sondaggi ma la conflittualità assoluta tra l’immagine del nostro paese che i media nazionali cercano di proiettare e la realtà emergente dal sondaggio precitato è davvero abissale.
 
EUROPEAN COUNTRY WITH THE HEALTHIEST ECONOMY
Q1715_1 "In your opinion, which European Union country has the healthiest economy?"
                                          Base: All E.U. adults in five countries
 
Total
Great Britain
France
Italy
Spain
Germany
Unweighted Base
5,474
1,166
1,138
1,075
1,027
1,068
Weighted Base
5,427
1,102
1,138
1,084
1,034
1,069
 
%
%
%
%
%
%
United Kingdom
15
26
11
23
13
5
Germany
15
10
14
14
26
12
Sweden
12
8
13
9
16
15
Luxembourg
7
3
12
7
4
11
Spain
5
2
4
10
5
2
Denmark
4
2
4
4
4
8
France
4
5
6
4
3
3
Ireland
4
3
7
4
2
4
Finland
4
1
3
4
4
5
Netherlands
3
3
3
3
3
4
Austria
2
*
*
1
1
8
Belgium
1
*
2
1
1
*
Italy
*
1
1
1
-
*
Not sure
21
36
19
13
16
22
Note: *Less Than 0.5% 
          -No Response
[Fonte: Harris Interactive]

Su quale sia la fiducia e la percezione della salute economica dell’Italia e degli italiani la tavola soprariportata sembra fare sufficiente chiarezza. Il grafico di sintesi qui a lato ne sintetizza ulteriormente le evidenze permettendo una visione d’assieme che raccoglie con trasparenza il reale vissuto al di là delle tecniche di disinformazione delle quali i nostri media appaiono maestri.

 

 

 

Ulteriore conferma, se necessaria, emerge dai risultati relativi alla destinazione lavorativa preferita che, come è possibile rilevare dai due grafici sottoriportati, colloca l’ Italia come nazione meno desiderabile professionalmente parlando, mentre gli italiani stessi rappresentano la popolazione con la maggior propensione a scegliere un’altra nazione quale luogo di lavoro ritenendo nel 78% dei casi che la qualità della vita sia in peggioramento nel loro [nostro] paese.

Gli italiani si collocano sopra la media europea nell’analisi dei fattori che potrebbero portarli a cambiare nazione per le seguenti motivazioni:
- Generale miglior qualità della vita [67% vs. 64% medio]
- Maggior soddisfazione nel lavoro [52% vs. 45% medio]
- Relazionarsi con un’altra cultura [40% vs. 32% medio]
- Miglior sistema sanitario [23% vs. 22% medio]
- Efficienza del trasporto pubblico [20% vs. 15% medio]
In conclusione, rivedrei l’attuale agenda setting includendo queste tematiche che non mi sembrano affatto trascurabili ed ovviamente consiglierei a qualcuno [vale anche per eventuale sostituto "post rimpasto"] di monitorare con maggior attenzione media compiacenti ed istituti di ricerca filogovernativi poiché il servilismo è propriamente prestare opera ad un padrone in cambio di pattuita mercede qual che sia il padrone. 

Leggi Tutto : http://www.marketingblog.it/sondaggi-promozionali/ricerche-avvenenti/comunicazione-pilotata/agenda-setting/economia-fiduciosa/sondaggi-contraddittori/italiani-sfiduciati/newsmaking/tecnice-disinformazione.htm.
 
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