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Chiunque abbia un minimo di dimestichezza con le redazioni dei quotidiani sa che nella maggior parte dei casi chi predispone il titolo di un articolo è un soggetto distinto dal redattore dell’articolo, questo spesso fa sì che, a causa anche della carenza di supervisione del caporedattore, vi sia spesso scarsa corrispondenza tra titolo e contenuto dell’articolo.
E’ esattamente ciò che è avvenuto anche nel caso di un articolo firmato da Maria Novella De Luca su “La Repubblica” di venerdì 27 aprile scorso che non sono riuscito poi a ritrovare on line ma di cui conservo copia.
L’articolo, dal titolo “Internet, blog e pochi libri è la generazione digitale”, riprendendo i dati di una ricerca della Doxa della primavera 2006 pretende di analizzare i comportamenti degli individui di età tra i 14 ed i 18 anni del nostro paese attraverso quella che viene definita, stando – appunto – al titolo, un’inchiesta sui nuovi adolescenti che dalla presentazione fatta sembrerebbero una popolazione costituita da primitivi animali sociali perlopiù ignoranti.
Approfondendo la lettura è invece possibile constatare come, secondo quanto dichiarato dal campione, al primo posto nell’utilizzo di internet [88% degli intervistati] vi siano le ricerche per lo studio e la posta elettronica che invece a marzo, sempre sullo stesso quotidiano, apparivano essere aree di grave carenza per i giovani nostrani.
Non mancano i pareri degli impagabili, ed immancabili, guru nonché informazioni sulla percentuale di giovani con un tatuaggio o un piercing. Dei blog non c’è traccia.
A mio avviso un quotidiano si distingue da altre pubblicazioni per l’attualità, oltreche per la qualità possibilmente, delle notizie e pubblicare ad aprile 2007 dati del giugno 2006 è un’ ipotesi che neanche il più modesto dei bloggers perseguirebbe attualmente, quando poi non vi è praticamente nessuna corrispondenza tra titolo e contenuto ed il termine blog viene inserito per attirare il lettore [confermando così l’appeal e l’influenza – anche sui giornalisti - di questo media] abbiamo conferma di quali siano i criteri di newsmaking e del continuo affinamento delle tecniche di disinformazione delle quali i nostri quotidiani sono ormai maestri sempre pronti a fare da cani da riporto, scopiazzando malamente e divulgando contenuti che appaiono essere sempre meno farina del loro sacco.
Torneremo a parlare di questo argomento, seppure da una prospettiva distinta, domani; resta sempre valida ovviamente la proposta fatta a metà del mese scorso. Leggi Tutto : http://www.marketingblog.it/tecniche-di-disinformazione/informazione-etica/etica-comunicazione/autodisciplina-comunicazione/newsmaking/titolista.htm. |
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