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Babel Linux non è quello che sembra | Babel Linux non è quello che sembra |
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LAVARE IL cane, tagliare il prato, trovare le pantofole perdute per casa, rendere l?alito fresco. Il sistema operativo realizzato da BabelDisk Computing non è in grado di fare nulla di tutto questo, ma dal tono trionfalistico degli annunci che hanno accompagnato il suo lancio il produttore avrebbe potuto sicuramente aggiungere anche queste funzionalità. ?Usare il computer senza problemi parte da qui, dal momento in cui caricherete il vostro disco di avvio nel PC?. Così comincia l?autoincensarsi del produttore sul proprio sito. Se state bene ad ascoltare l'annuncio, vi aspetterete di aver finalmente trovato la soluzione a tutti i problemi di Windows. A me non piace fare il guastafeste, ma non me la sento proprio di consigliarvi questo prodotto. Di che cosa si tratta? È naturalmente una distribuzione Linux su CD live, ma non solo. Permettetemi di spiegarmi. Io ho scaricato l? ISO, ho creato il CD di avvio e ho perso un po? di tempo per cercare i file. Sorpresa! Si tratta solamente di un prodotto Ubuntu abbinato con un dispositivo Casper per accelerare il caricamento da una memoria flash. Insomma, un trucco, anzi, due trucchi. E, per giunta, non funziona su due dei miei tre computer che ho a casa. Su una delle due macchine più nuove, ambedue basate su Celeron D, il boot parte, mostra una schermata splash Debian, e immediatamente comincia a dare i numeri con il kernel. Sulla terza macchina, finalmente, funziona. Funziona per modo di dire: fa partire una installazione Ubuntu (in un modo esasperatamente lento) mascherata sotto la pagina con il logo BabelDisc. Durante l?installazione, vengono proposte alcune scelte. Dopodiché, infine, la sequenza di boot si ferma alla schermata della password e del login. In questa fase viene anche ricordato di registrarsi presso il sito. A fronte di un pagamento, ho ricevuto gli estremi per poter utilizzare questo strano abbinamento Babel-Ubuntu-Casper sul mio desktop. Ma non è l?abbinamento di Ubuntu con Casper che mi ritrovo installato; scopro invece di aver acquistato Ubuntu con Casper con gravi limitazioni. Per poterlo usare davvero devo utilizzare un sistema di storage offline fornito da BableDisc Computing, e, ancora una volta, per questo servizio bisogna pagare. I prezzi (incluse le tasse) sono al momento relativi solo al Regno Unito: Inoltre bisogna abbonarsi a un servizio mensile di base del costo di 1 sterlina. In questo pagamento è incluso tutto il software aggiuntivo(che poi è quello che viene fornito, gratuitamente, da tutte le altre distribuzioni Linux), con un limite di trasferimento di 2 GB.
Dopo aver pagato ad esserci registrati, scopriamo che non abbiamo fatto altro che acquistare un normale ambiente Linux. Di per sé il sistema non è cattivo, ma la distribuzione BableDisc-Ubuntu-Casper arriva all?acquirente con tre pezzi mancanti, nel momento in cui decide di far da sé e scaricare direttamente l?ambiente. In pratica bisogna pagare, pagare e ancora pagare. BableDisc vale davvero questi costi? Assolutamente no! Se si desidera veramente disporre di una distribuzione efficace, meglio scaricare una copia di Knoppix e cercare un po? di documentazione su Google. È tutto gratuito. Per quello poi che afferma BableDisc, riguardo al fatto di velocizzare il sistema utilizzando una penna USB, non sia tratta altro che di una caratteristica che anche altre distribuzioni hanno. Ancora una volta gratuitamente. Pare che BabelDisc abbia affidato il suo business ad alcuni raffinati illusionisti del settore, ma nemmeno questa è una grossa novità.
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