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Dentro ad una grande struttura in calcestruzzo, incastonata all?interno di una montagna di arenaria rivestita di permafrost, in una delle isole più fredde al mondo, l'isola di Spitsbergen nell'arcipelago delle Svalbard, quasi a 1.000 kilometri dal Polo Nord, sarà contenuto il futuro delle scorte alimentari dell?umanità.
La struttura è la "doomsday vault" ossia il ?magazzino del giorno del giudizio? e sarà destinata a contenere circa 2 milioni di semi, che rappresentano tutte le varietà conosciute delle colture diffuse nel mondo. E? stata costruita per salvaguardare il patrimonio alimentare mondiale da possibili catastrofi che potrebbero danneggiarlo o distruggerlo: guerre nucleari, cambiamenti climatici violenti, conseguenze di attacchi terroristici, innalzamento del livello dei mari, terremoti, impatti di asteroidi, ecc.
La bassa temperatura all?interno della struttura, mantenuta -18 °C, servirà per garantire che tutte le specie abbiano le stesse speranze di sopravvivenza. Sarà comunque necessario testare periodicamente la vitalità dei semi, che varia da specie a specie, per sostituire quelli che, nel tempo, non offriranno sufficienti garanzie di dare origine a nuove piante. ?Se il peggio dovesse succedere, questo permetterebbe al mondo di ricostruire l?agricoltura sul pianeta? afferma Cary Fowler, direttore del Global Crop Diversity Trust, una fondazione che promuove e gestisce il progetto finanziato dal governo norvegese per preservare la biodiversità oggi presente sul pianeta.
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Una società biotecnologica francese, la Librophyt SA, si accinge a produrre molecole di elevato interesse terapeutico facendo ricorso a piante della specie Nicotiana sylvestris ( la pianta che fornisce le foglie utilizzate per la produzione del tabacco è Nicotiana tabacum) geneticamente modificate con irradiazione.
La modificazione genetica permette di dotare la pianta di quei geni responsabili, nel metabolismo vegetale, della produzione di precursori, appartenenti alla famiglia dei taxani, delle molecole di Taxol® (molecola naturale) e di Taxotere® (derivato semisintetico), oggi utilizzate con successo nella cura del tumore al seno e all?utero.
Il procedimento consiste nell?irradiare la pianta con raggi gamma, per creare, la livello del DNA, dei buchi dove alcuni geni diventeranno inattivi. In secondo tempo i buchi saranno riempiti con altri geni, responsabili della sintesi della nuova sostanza, che dovrà poi essere estratta e purificata. Il precursore dei taxani è naturalmente presente nella corteccia, negli aghi e nei rami del tasso (Taxus baccata). Le quantità presenti nelle varie parti dell?albero sono però molto limitate e il suo sfruttamento per l?estrazione della sostanza antitumorale potrebbe avere gravi conseguenze sulla presenza e sulla diffusione della specie a livello mondiale.
La produzione della molecola a partire dalle piante di tabacco g.m. avrebbe invece il vantaggio di procedere all?estrazione da coltivazioni programmabili salvaguardando le risorse naturali. Il tabacco, che bene si presta alla trasformazione genetica di questo tipo, presenta la caratteristica di avere una crescita rapida, in grado di fornire ingenti quantità di biomassa da cui ottenere quantità significative dell?antitumorale.
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Una buona notizia per tutti coloro che aspirano a trovare la ricetta per vivere sempre più a lungo viene dai risultati di un lavoro condotto da un gruppo di ricercatori europei coordinati dal Prof. Oswald: vincere un Premio Nobel allunga la vita mediamente di 2 anni. L'orgoglio e lo status sociale che ne derivano sarebbero il magico elisir di giovinezza offerto ai vincitori insieme con il più vile premio in denaro, che al contrario, come sanno tutti, non serve a comprare la salute. La vita media dei vincitori è di 77,2 anni, mentre per coloro che sono stati solamente "nominati" scende a 75,8. In effetti se guardiamo agli scienziati italiani insigniti con il prestigioso premio la media è addirittura ampiamente superata.
Per chi non i requisiti per accedere a un Nobel c'e' comunque una speranza: anche un qualsiasi altro riconoscimento in campo letterario o scientifico dà benefici di longevità. In fondo dunque c'e' una chance per tutti, da chi vince il premio per il miglior articolo sul giornalino della scuola, a chi entra nel Guinnes dei primati per una qualche improbabile performance. Del resto anche chi ha lavorato a questa ricerca può aspirare alla vittoria nell'IgNobel (traducibile in IgNobile), il riconoscimento dato dall'Università di Harvad alle ricerche più astruse.
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L'Agenzia Europea per l'Ambiente (EEA) ha lanciato un bando di gara ad evidenza pubblica per il servizio di Monitoraggio Globale per l'Ambiente e la Sicurezza (Global Monitoring for Environment and Security - GMES), un monitoraggio territoriale ad alta definizione della situazione relativa all'anno 2006. L'esplorazione del territorio dovrà fornire un'ampia gamma di dati ambientali per implementare le politiche di protezione dell'ambiente sia a livello europeo che a livello locale. I settori sotto indagine sono quelli dell'agricoltura, dello sfruttamento dei suoli, dell'acqua, dell'ambiente urbano, della qualità dell'aria, dello sfruttamento delle coste, della biodiversità e della protezione della natura. Il progetto viene effettuato con la collaborazione dell'ESA (Agenzia Spaziale Europea) che fornirà i dati dei rilevamenti satellitari.
Per informazioni: European Environment Agency
Attn: Linda Jandrup
Kongens Nytorv 6 - DK-1050 Copenhagen K
Tel: +45 33 36 71 71 - Fax: +45 33 36 71 51
http://ted.europa.eu/udl?uri=TED:NOTICE:011672-2007:TEXT:EN:HTML
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Studiare la ?sismologia stellare? e andare alla ricerca di pianeti extrasolari: questi i due obiettivi principali della missione del satellite CoRoT che, lanciato in orbita lo scorso 27 dicembre 2006, ha iniziato ora a far lavorare il suo telescopio e ad inviare le informazioni a Terra.
CoRoT esplorerà una porzione di cielo, registrando le debolissime variazioni di luminosità di circa 120.000 stelle. Questi dati permetteranno di studiare quelle oscillazioni di intensità luminosa dovute a vere e proprie onde sismiche che attraversano alcuni astri. Le informazioni raccolte permetteranno anche agli scienziati di individuare pianeti gassosi, con masse paragonabili a quella di Giove, oppure pianeti di tipo roccioso, più piccoli e simili al nostro.
CoRoT è un progetto dell'Alcatel francese, sviluppato in collaborazione con l'Agenzia Spaziale Europea, al quale i ricercatori italiani dell'INAF (Istituto Nazionale di AstroFisica) hanno contribuito in maniera significativa, selezionando le stelle primarie più brillanti e quelle ?secondarie? che saranno studiate durante la missione, avvalendosi di indagini spettroscopiche ad alta risoluzione effettuate anche al Telescopio Nazionale Galileo e al telescopio dell?Osservatorio Astrofisico di Catania.
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L?anno nuovo inizia con la triste eredità dell?allarme roghi per i rifiuti accumulati lungo le strade della Campania. Un?emergenza di cui non si vede la fine, vista la difficoltà di trovare aree adatte allo smaltimento e allo stoccaggio della spazzatura per l'opposizione degli abitanti nelle zone interessate. E una questione tanto grave da essere citata persino nel messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica.
Per dare la giusta dimensione al problema la Regione Campania avvia proprio in questi giorni un?indagine di biomonitoraggio umano che non ha precedenti in Italia (per dimensione del campione) ed è tra le più ampie condotte a livello internazionale. A partire da febbraio verranno fatti prelievi di sangue su 780 persone e di latte materno su 50 donne per valutare l?eventuale presenza di diossine e metalli pesanti. La lista delle persone coinvolte sarà composta in modo proporzionale alla popolazione locale, in una fascia di età che va dai 20 ai 64 anni, in 13 Comuni scelti per diverso livello di rischio ambientale. Lo studio «Sebiorec» sarà realizzato dall?Istituto Superiore di Sanità (ISS) con la collaborazione di: Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IFC-CNR) a Pisa, Osservatorio Epidemiologico, Registro Tumori - Asl Napoli 4 e cinque altre Aziende Sanitarie Locali della Campania.
Nei mesi scorsi l?allarme per l?inquinamento da rifiuti nel napoletano aveva indotto la Protezione Civile a finanziare una prima indagine epidemiologica (realizzata da OMS, ISS e CNR), che ha consentito di identificare le aree a maggiore rischio per la salute. «Ora», spiega Fabrizio Bianchi, dirigente della ricerca all?IFC-CNR di Pisa, «la Regione promuove un nuovo studio con l?obiettivo di verificare se il livello di inquinamento ambientale abbia aumentato davvero l?esposizione della popolazione a contaminanti pericolosi e capire i rischi che ciò può determinare. È dunque un?indagine non sulla salute, ma sul livello di esposizione pregressa (o recente) a sostanze pericolose, la cui presenza nell?ambiente è ormai attestata. Affiancheremo ai prelievi un questionario sulle abitudini di vita e di lavoro, indispensabile per interpretare correttamente i dati ottenuti dai campioni biologici».
I risultati saranno molto utili per programmare interventi di riqualificazione ambientale e prevenzione sanitaria che, a questo punto, sono quanto mai urgenti. «Purtroppo in campo sanitario e ambientale alcuni tendono a minimizzare i rischi mentre altri esagerano i danni in assenza di dati certi, alimentando le paure della gente. Fare chiarezza è doveroso ed è la prima buona azione che lo studio si propone nei confronti della comunità».
I contenuti specifici della ricerca, le modalità e il valore dei risultati per la tutela della salute pubblica saranno presentati già a partire da gennaio in riunioni apposite con i medici di base, gli amministratori e le comunità locali.
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Ogni anno in Europa si producono circa 8,5 milioni di tonnellate di pomidori. Dai processi di trasformazione si originano circa 2 milioni di tonnellate di residui e proprio questi potrebbero essere un?ottima fonte di integratori e supplementi nutrizionali, come l?antiossidante licopene. Un recente progetto europeo ha sviluppato un processo di estrazione che prevede di ottenere il licopene dai semi di pomodoro contenuti negli scarti di lavorazione, per un uso funzionale sia alimentare che cosmetico. Nel processo, oggi già portato avanti a livello industriale, è previsto l?utilizzo anche dell?anidride carbonica che, compressa ad elevata pressione e ad alte temperature (scC02), acquisisce un buon potere solvente, che viene aumentato dall?utilizzo contemporaneo dell?etanolo. Il risultato dell?estrazione è poi sottoposto a centrifugazione per ottenere, nella frazione a bassa densità, un olio ricco in antiossidante a cui viene addizionata vitamina E per evitare fenomeni di ossidazione. Inoltre, dalla estrazione della frazione a media densità, si può ancora ottenere licopene sottoforma cerosa, che può avere molteplici applicazioni nell?industria cosmetica, compreso l?uso come colorante naturale e antiossidante nelle prodotti per la pelle.
Si prevede che lo sviluppo di questa come di altre tecnologie in sperimentazione possa costituire una ottima opportunità per l? utilizzo di questo abbondante materiale di scarto di origine vegetale, con benefici sia per i produttori della molecola fitochimica, sia per i consumatori utilizzatori di licopene, che potrebbero acquistare l?antiossidante a prezzi più concorrenziali.
Per approfondimenti
http://www.nuovaestrazione.it/lavori/INGAL%20licopene%20Naviglio%202006.pdf
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Il direttore Scientifico dell?IFOM (Fondazione Istituto FIRC di Oncologia Molecolare), Pier Paolo di Fiore, di Milano, ha pubblicato sulla rivista Nature (numero del 3 gennaio), una delle pubblicazioni più prestigiose in ambito scientifico, uno studio che apre nuovi percorsi terapeutici contro il tumore del seno, contribuirà anche a capire la gravità della malattia per ogni paziente. La proteina NUMB aiuta a controllare ed inibire la crescita del cancro lavorando in simbiosi con uno dei più noti ?controllori? anticancro, la proteina p53. Senza la presenza di NUMB, p53 perde la sua funzione di controllore e il tumore ha una prognosi peggiore ed è resistente alla chemioterapia. In sintesi NUMB può essere utilizzato come indicatore per il tumore alla mammella: è sufficiente valutare la quantità di NUMB nei pazienti per capire la gravità del tumore. E, terapeuticamente, modulando con i farmaci la quantità di NUMB si possono ripristinare le condizioni di normalità.
A Genova, invece, un team di scienziati dell'Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro e dell'Università, ha identificato un legame diretto tra l?espressione (la presenza) di un gene, HER2, e la risposta curativa di una classe di chemioterapici note come antracicline.
Questi farmaci sono efficaci nelle pazienti dove nel tumore è presente HER2, ma non recano giovamento nei tumori in cui HER2 non è presente, cioè nel 70% dei casi. Questo significa che nelle pazienti con HER 2 negativo è sconsigliato curarle con le antracicline, evitando così gli effetti tossici di questi chemioterapici, come la perdita dei capelli .
La ricerca è stata pubblicata il 2 gennaio 2008 sul Journal of the National Cancer Institute, prestigiosa rivista americana d'oncologia.
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Topi con lesioni spinali hanno potuto ricominciare a camminare perche' la zona danneggiata e' stata aggirata e superata grazie a nuove connessioni nervose. E' stato cioe' costruito un by pass, simile a quanto viene fatto per garantire l'afflusso di sangue al cuore quando le arterie sono ostruite. Pubblicato sulla rivista Nature Medicine, il risultato e' stato ottenuto negli Stati Uniti dal gruppo di Michael Sofroniew, dell'universita' di Los Angeles. Favorendo il collegamento dei neuroni spinali rimasti sani in prossimita' del danno con neuroni sovrastanti la parte lesionata, e' stato ripristinato nei topi il collegamento tra cervello e midollo spinale reciso dalla lesione. I topi hanno ripreso a camminare perche' e' stato favorito e potenziato un fenomeno che si verifica fisiologicamente dopo un trauma spinale, ossia la presenza di collegamenti spontanei tra i neuroni spinali rimasti sani e il cervello.
"Immaginiamo ? ha detto Sofroniew - che le lunghe fibre nervose che corrono tra cervello e midollo spinale siano le autostrade di collegamento, quando c'e' un incidente stradale. Cosa fanno allora gli
automobilisti? Prendono strade secondarie, deviano ma arrivano comunque a destinazione. Noi abbiamo visto qualcosa di simile nella nostra ricerca: dopo una lesione spinale, in certe condizioni,i messaggi nervosi possono passare comunque aggirando il danno, viaggiando su fibre piu" corte e meno dirette".
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E? stato finalmente installato a Ginevra, a novanta metri sotto terra, il più grande rivelatore al silicio (una vera trappola per particelle) mai costruito al mondo. E? il cuore di CMS, uno dei quattro esperimenti maggiori del nuovo acceleratore di particelle in costruzione al laboratorio europeo del CERN di Ginevra, il Large Hadron Collider.
Come spiega Guido Tonelli (INFN), vice responsabile mondiale dell?esperimento, ?quando entrerà in funzione, il tracciatore ci permetterà di osservare le collisioni di particelle più complicate all?interno dell?acceleratore. Sarà come vedere per la prima volta un fiocco di neve al microscopio. Quello che ci appariva come un oggetto confuso e disordinato diventerà nitido e comprensibile. E? così che cercheremo di scoprire il bosone di Higgs, cercando la sua firma inconfondibile fra miliardi di eventi prodotti dall?acceleratore?.
Questo ?cuore? dell?esperimento Cms è fragilissimo perché è composto di cristalli di silicio montati su supporti sottili in fibra di carbonio. I sensori sono montati infatti su lastrine di fibre di carbonio di uno spessore inferiore al millimetro, simili a quelle che vengono usate per i chip di memoria ma estremamente più sofisticate. Il tracciatore è fatto di 15.200 di queste piastrelle intelligenti che ricoprono una superficie di 205 metri quadri, come un campo da tennis. Ciascun sensore di Cms è ricavato da un unico chip di superficie 100 volte superiore a quelle tipiche della microelettronica più avanzata. Per questo la produzione delle piastrelle intelligenti è risultata un?impresa ai limiti della fattibilità anche per le aziende più avanzate del mondo.
C?è una forte dose di orgoglio italiano in questa impresa. Prima di tutto, perché sono stati i fisici italiani dell?INFN ad averlo proposto quando tutto il mondo pensava che sarebbe stato impossibile costruire un rivelatore così sofisticato. L?INFN ha guidato il lavoro di ricerca e sviluppo che ha permesso di costruire i primi prototipi e di lanciare poi la produzione su scala industriale di questo gioiello della tecnologia. All?impresa hanno partecipato oltre 100 fisici ed ingegneri.
?Questo rivelatore ci dice che l?INFN è oggi un soggetto scientifico in grado di spingere l?industria nazionale a confrontarsi con la tecnologia d?avanguardia?, spiega Fernando Ferroni, presidente del comitato dell?INFN che si occupa degli esperimenti con gli acceleratori di particelle. ?Le nostre ricerche riguardano la scienza di base, ma coinvolgono inevitabilmente le industrie italiane più innovative che, infatti, sono quelle che hanno costruito gran parte di questa macchina?.
Anche per Ettore Focardi, dell?INFN e dell?Università di Firenze, va sottolineato in particolare ?il coinvolgimento nella costruzione della parte più interna del rivelatore, il ?Tib/Tid? delle industrie italiane di alta tecnologia che, a fronte di un contributo dell?INFN di circa 14 milioni di euro (su un totale di 45) si sono aggiudicate commesse in gare internazionali per 16 milioni di euro in campi quali l?optoelettronica e la sensoristica avanzata, i materiali compositi ed elettronica e cavi speciali.?
Il Tib/Tid (Tracker Inner Barrel and Disks, di cui Ettore Focardi è responsabile) è stato completamente costruito in Italia ed assemblato nei laboratori INFN di Firenze, Torino, Padova, Bari, Catania, Perugia e Pisa.
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Torino, Luci d'Artista - Opera di Nicola De Maria
La Redazione di Torinoscienza augura a tutti
BUON NATALE e UN NUOVO ANNO DI PACE E SERENITA'.
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Lo aveva previsto Einstein nella sua teoria della Relativita' ristretta, e finalmente se ne e' avuta la prova sperimentale. Intorno alle stelle di neutroni lo spazio-tempo si deforma a causa delle enormi forze in gioco. Lo hanno dimostrato due studi indipendenti, pubblicati da Astrophysical Journal Letters, compiuti utilizzando gli strumenti di un satellite giapponese e di uno dell'Agenzia Spaziale Europea.
Una delle ricerche e' opera degli astronomi dell'universita' del Michigan, che hanno studiato il 'contorno' delle stelle di neutroni. Questo tipo di stelle contiene la materia piu' densa dell'universo: pur non avendo un diametro maggiore di 35-40 chilometri hanno la stessa quantita' di materia del Sole. A questa densita' enorme corrispondono un campo gravitazionale e magnetico altrettanto 'estremi': una descrizione teorica del comportamento dei gas che circondano le stelle era stata fatta da Einstein, che aveva previsto che queste forze fossero in grado di 'piegare' le linee dello spazio tempo. La prova sperimentale della bonta' della descrizione e' venuta osservando ai raggi X lo spettro degli atomi di ferro incandescente che si muovono intorno alla stella ad una velocita' che e' il 40% di quella della luce: le linee spettrali risultano distorte e rese asimmetriche a causa della grande velocita', proprio nel modo descritto da Einstein.
Questo risultato e' stato trovato da Edward Cackett e Jon Miller utilizzando i dati del satellite giapponese Suzaku su tre sistemi di stelle di neutroni nella costellazione Serpens X-1. I dati sono stati confermati da uno studio indipendente portato avanti da Sudyp Bhattacharyya e Tod Strohmayer, del Goddard Space Flight Center della Nasa, che hanno osservato altri sistemi di stelle di neutroni con il satellite Xmm-Newton dell'Esa.
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Il numero di settembre di Scientific American, la prima rivista a livello mondiale sui temi di scienza, innovazione e impresa, ha pubblicato un inserto speciale "Piemonte: Here You Can", trentasette pagine dedicate all'Università, agli istituti di ricerca universitari e alle imprese altamente tecnologiche presenti sul territorio.
Scientific American è considerata la pubblicazione statunitense più credibile e oggettiva e gode di una influenza senza uguali tra i decision maker di tutto il mondo, si tratta dunque di un'occasione unica di promozione dello sviluppo tecnologico piemontese, realizzata grazie all'impegno della Regione Piemonte, di Finpiemonte e di tutti i soggetti attivi sul territorio nel campo della ricerca e dell'innovazione.
La sezione speciale sul Piemonte "Piemonte: Here You Can" è anche presente sul sito di Scientific American, che ha oltre 1.100.000 visite al mese; per download: www.sciam.com/piemonte/
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