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Alla fine del 2006 il nostro Governo ci ha fatto dono della Finanziaria 2007.
Ricordate cosa ci siamo dette a riguardo? Ha funzionato. Era necessaria. Ora siamo il fiore all’occhiello dell’Unione Europea.
Nell’ultimo anno sono stati infatti sequestrati ben 10 miliardi di euro dalle tasche degli italiani da devolvere alla causa del Patto di Stabilità Europeo che ci imponeva di aumentare il Prodotto Interno Lordo dello 0,5% rispetto all’anno scorso e di ridurre quindi il debito pubblico.
Mentre noi rimaniamo in attesa di qualcuno che si faccia vivo per il riscatto, il nostro brillante Governo si è accorto di un particolare non trascurabile: i soldi rapinati sono troppi. Ne bastavano 7,5 miliardi per rientrare negli accordi.
Il fatto che questo bottino sia stato chiamato tesoretto poi, la dice lunga su come abbiano accolto con sorpresa la notizia.
Per chi non lo sapesse infatti, tesoretto non è il vezzeggiativo con cui viene chiamato Padoa Schioppa dalla moglie (ammettendo per assurdo che abbia trovato una donna con l’animo combattuto tra masochismo e autodistruzione), ma il gruzzolo che lo Stato si è ritrovato inaspettatamente tra le mani grazie all’aumento delle tasse.
Ora ci troviamo nella situazione kafkiana di avere un tesoretto da una parte e una schiera di neo-postulanti dall’altra.
C’è infatti chi propone di utilizzare questo inaspettato surplus dando bonus, sotto forma apparentemente di una tantum, a pensionati, disoccupati e indigenti. Altri invece chiedono una diminuzione delle imposte alle imprese. Infine c’è chi vorrebbe accantonarlo per eventuali crisi future.
Vorrei avanzare anch’io una proposta: l’abbattimento dell’IVA sulle scarpe dal 20 al 4% come bene di prima necessità. Col tesoretto potremmo coprire la differenza.
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