Voglio vivere
Voglio parlare
voglio uscire
Voglio scopare
Il dottore rimase perplesso quel giorno, durante il suo giro di visite, leggendo questo cartello alle spalle del letto di Marina.
Ma, lo dice lei stessa, era uno di quei giorni in cui era “più incazzata del solito”. Più incazzata per essere costretta a letto da una malattia tanto rara quanto insidiosa. Non potere muoversi, parlare, lavarsi. Poter interagire con il mondo esterno solo attraverso quelle parole urlate. Marina, però, di solito non è incazzata. Nemmeno con un destino che ha travolto lei, la sua famiglia, il suo compagno. Marina comunica con il mondo attraverso un blog e per se stessa, costretta immobile su mille materassi, ha coniato un nickname che la dice lunga sulla sua autoironia, sulla sua voglia di vivere, sulla volontà di non pensare all’esistenza come a un prima e un dopo spezzati dalla malattia: La principessa sul pisello.
Un letto che si trasfigura, da prigione obbligata a residenza sontuosa e un po’ magica nel verde alle spalle di Genova, dalla quale Marina affabula, scrive, racconta, di opere liriche, ricordi, amiche, bambini e animali.
Un dialogo ininterrotto che oggi è diventato un libro, La vera storia della principessa sul pisello, scritto insieme a Emilia Tasso, con la prefazione di Maurizio Maggiani.
Leggetelo: non c’è un briciolo di autocommiserazione, ci sono solo sorrisi, luce e la resistenza di una donna.
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