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The Hospital: A volte ritornano.

Il paziente era atteso in ospedale lunedì, ma non lo videro spuntare prima di giovedì.

Lui: “Buongiorno. Dovrei ricoverarmi per farmi operare”

L’infermiere: “Vada al terzo piano, si faccia dare il modulo, lo compili e torni qui”

Dopo un quarto d’ora il paziente è di nuovo all’accettazione: “Sono quello di prima. Ecco il modulo compilato”

L’infermiere, senza nemmeno guardare il foglietto: “Bene, ora lo riporti su dove l’ha preso e chieda se hanno un posto libero”

Il paziente: “…”

L’infermiere dell’accettazione: “…”

La voce narrante: “[omississ]”

Rientrato al reparto gli vengono inaspettatamente assegnati la stessa stanza e lo stesso letto dell’ultima volta. E pure la stessa Raquel.

Già dall’ascensore l’attenzione del paziente e della voce narrante vengono catturati da uno strano brusio di fondo blblblblblblblblbblblblblblbl  che si trasforma in un fastidiosissimo BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA non appena varcano la soglia della stanza.

E’ il nuovo vicino di letto.

Lasciato in isolamento per sei giorni e sei notti, privato di ogni contatto umano a causa della sua incurabile logorrea, aveva imparato dapprima a dialogare con i kleenex, poi con la padella e infine con la sua immagine riflessa nella finestra.

Entra il paziente scortato dalla voce narrante.

Il nuovo vicino non crede ai suoi occhi, si fionda immediatamente dai due e dà loro il benvenuto: “Wé! Bongiùr. Mi sùn de Milan, té capiss el milanéss?”

La voce narrante: “Non mi infastidisca per cortesia”

Il paziente alla voce narrante: “Non essere maleducata.”
Poi rivolgendosi a lui: “Buongiorno, sarò il suo nuovo compagno di stanza. Mi dispiace non capisco il milanese”

Il vicino se ne infischia della risposta cortese e ricomincia a parlare in dialetto. Nei successivi 10 minuti la coppia scoprirà che è sposato, che è nato con parto cesareo al Macedonio Melloni 79 anni fa, che ha moltissimi hobbies tra cui la bicicletta, che ama la trippa con i fagioli, i peperoni, le melanzane, la cucina milanese e bla bla bla.

La voce narrante si appisola all’incirca due ore dopo, più o meno alla descrizione del suo esame di scuola guida per camionisti. Il paziente regge ancora.

Arrivato ai particolari del suo matrimonio, si interrompe, lo guarda e dice: “Ma ti té sé spusà cùn sta chì?”

Lei, risvegliandosi di colpo: “No. Ma a lei che gliene frega?”

Il dispenser di panettun: “Sei vécia. Ancur a far la fidansatìn?”

Il paziente acchiappa al volo la voce narrante mentre questa si sta scagliando addosso all’impertinente bastardo con la prima cosa che le è capitata tra le mani: un pappagallo senza piume.

Lo sgradevolissimo vecchio decrepito e mummificato già con un piede nella fossa e l’altro su una pozza di smalto per le unghie non cesserà un attimo di parlare.

Il giorno successivo il rottame viene operato.
Tre giorni dopo ne autorizzano l’uscita.

La voce narrante: “Sei stato operato venerdì, oggi è solo domenica. Perché non chiedi di rimanere un altro giorno? Almeno fino a quando non finisce l’effetto dell’anestesia e scopri se ti vengono dolori strani”

Lui: “Se non mi allontano immediatamente da questo tritamaroni meneghino mi strozzo col tubo della flebo. Comunque tranquilla, sto benissimo!” e aggiunge: “Dì addio alla tua web serie. Oppure trovati un altro zimbello da prendere per il culo in The Hospital. IO SONO GUARITO

La voce narrante: “Sei proprio cattivo, lo sai che per me l’importante è che tu stia bene…

Appena tornato a casa comincia a sentire strani dolorini all’addome. Il giorno dopo gli viene la febbre.

Martedì il paziente viene riportato al pronto soccorso e dopo le canoniche sette ore di attesa, si scopre che è uno dei rarissimi casi in cui un’operazione come la sua non è riuscita perfettamente.

Un dubbio comincia a pervaderlo quando viene scaricato su un lettino del reparto degenza di chirurgia generale da Raquel : “Perché sono di nuovo in una stanza ospedaliera? Sono stato dimesso domenica… sono qui solo per un controllo…”

Il dottore: “La ricoveriamo. Dovrà seguire una cura antibiotica endovenosa per qualche giorno”

Lui: “QUALCHE GIORNO?

I più maligni potrebbero affermare di aver visto spuntare un certo ghigno beffardo sul viso di lei. Ma non è così, naturalmente.

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