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Il 14 marzo 2007 è stato inaugurato il nuovo Centro interdipartimentale Mente/Cervello (CIMeC) dell?Università di Trento. Promosso dal Laboratorio di Scienze cognitive e dai dipartimenti di Scienze della cognizione e della formazione, di Fisica e Information and Communications Technology dell?Ateneo, il nuovo centro è guidato dal professor Alfonso Caramazza, rientrato appositamente da Harvard dove era docente di Psicologia e dirigeva il Neuropsycology Cognitive Laboratory.
Il centro, unico in Italia, si propone di studiare il funzionamento del cervello umano attraverso l'analisi delle sue caratteristiche funzionali, strutturali e fisiologiche, sia allo stato normale che patologico. Per fare ciò si avvale della cooperazione di neuroscienziati, psicologi, informatici, linguisti, matematici e fisici, promuovendo una interdisciplinarietà fondamentale per lo sviluppo delle neuroscienze cognitive. Il team di scienziati italiani e stranieri che lavorano nel centro integrano ai metodi tradizionali della psicologia e delle neuroscienze altre tecniche non invasive ed all'avanguardia, quali l'fMRI (functional magnetic resonance imaging) il MEG (magnetoencephalography) e il TMS (transcranial magnetic stimulation), con lo scopo di studiare e manipolare l'attività celebrale.
?Il centro ? ha affermato il presidente della Provincia autonoma di Trento Lorenzo Dellai ? rappresenta una delle migliori testimonianze di come il Trentino nella sua interezza abbia deciso di investire in conoscenza e qualità.? Dellai ha inoltre evidenziato la natura interdisciplinare del centro e la marcata vocazione internazionale come garanzie di durata e di successo per la nuova iniziativa scientifica.
Il Centro ha inoltre attivato un dottorato di ricerca in "Cognitive and Brain Sciences".
Per maggiori informazioni: www.cimec.unitn.it/events/inauguration/index.php
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E' nato in Campania il Mediterranean Center for Renewable Energy and Environmental Sustainability (MEDCRES), che avrà sede presso il Centro Eureco Ricerche di Piana di Monte Verna (CE). Un vero e proprio network che coinvolgerà enti pubblici, università, centri di ricerca, associazioni e società operanti nel settore energetico ed ambientale.
La finalità è quella di progettare - afferma l?ing. De Falco, amministratore unico di Eureco - realizzare, gestire e monitorare diversi interventi di risparmio energetico, di utilizzo di fonti energetiche rinnovabili nonché realizzare interventi di protezione dell'ambiente e bonifica ambientale.
Al Centro hanno già aderito, tra numerosi altri, i Dipartimenti di Ingegneria Idraulica ed Ambientale, di Ingegneria Chimica, di Energetica Termofluidodinamica applicata e Condizionamenti ambientali dell'Università Federico II di Napoli, l' Istituto di Chimica e Tecnologia dei Polimeri e l'Istituto di Cibernetica "E. Caianiello" del Consiglio Nazionale delle Ricerche, il Dipartimento di Meccanica e Aeronautica dell'Università la Sapienza di Roma, il Dipartimento di Scienze Ambientali della Seconda Università degli Studi di Napoli, il Dipartimento di Energetica del Politecnico di Milano, il Ministero della Pubblica Istruzione - Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Direzione Generale, il Kyoto Club, la Federazione Italiana per l'uso Razionale dell'Energia, il Centro Nazionale Ricerche sulle Biomasse, l'Associazione Nazionale Italiana per la Ingegneria Naturalistica , l' Associazione Nazionale Architettura Bioecologica, il Laboratorio Territoriale di Educazione Ambientale e l' AzzeroCO2.
Il Centro è stato presentato a Napoli nel corso di Energymed 2007.
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È noto che i tumori hanno bisogno di nuovi vasi sanguigni, che utilizzano per trarre nutrimento e ossigeno e per provocare, attraverso le vie circolatorie, la disseminazione a distanza delle cellule neoplastiche e il diffondersi delle metastasi del cancro. Il fenomeno della creazione di nuovi rami arteriosi a partire da strutture preesistenti è noto come "angiogenesi" ed è oggetto di intensi studi da più di un decennio. La comprensione dei meccanismi alla base dell'angiogenesi, infatti, è il punto di partenza per la produzione di molecole ad attività anti-angiogenetica, ovvero di farmaci che, bloccando l'afflusso di sangue al tumore, ne inducono la regressione per "soffocamento". Fino ad oggi si è scoperto che tale processo è stimolato da proteine rilasciate dalle cellule tumorali, i cosiddetti "fattori angiogenetici", che agiscono sulle cellule endoteliali che tappezzano i vasi, favorendone la proliferazione e la migrazione e producendo in questo modo la nascita di nuovi capillari che, col tempo, matureranno in vasi definitivi. Recentemente il laboratorio diretto dal Professor Federico Bussolino all'Istituto di Candiolo ha identificato una molecola-chiave che controlla la migrazione delle cellule endoteliali durante l'angiogenesi. Lo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista Journal of Cell Biology, rivela che una particolare proteina, chiamata PDK1, viene attivata dai fattori angiogenetici e si localizza nella zona delle cellule endoteliali impegnata nella migrazione. La disattivazione di questa proteina compromette la migrazione delle cellule endoteliali e impedisce la formazione di nuovi vasi. In prospettiva, lo sviluppo di farmaci in grado di interferire con l'attività della proteina PDK1 potrebbe rivelarsi utile per combattere l'angiogenesi tumorale e di conseguenza contrastare la crescita della massa tumorale e la conseguente formazione di metastasi.
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Il rapporto di collaborazione tra il mondo accademico e quello della produzione si rafforza: sette nuove realtà imprenditoriali sono infatti entrate a far parte di"2i3t", l'Incubatore di imprese dell'Università degli Studi di Torino. Si consolida così l'impegno dell'ateneo torinese nella promozione e sostegno per la creazione di realtà imprenditoriali, con l'obiettivo di favorire il trasferimento dei risultati della ricerca alle aziende attraverso le strutture dell'Incubatore.
Il numero complessivo di imprese incubate nelle strutture dell'Università di Torino nel 2007 sale pertanto a 14, delle quali 9 sono attualmente localizzate nel Polo di Via Quarello, 3 nel Polo delle Biotecnologie di Via Nizza, 1 nel Dipartimento di Scienze della Terra e 1 nel Dipartimento di Veterinaria.
Le sette nuove imprese di "2i3t" si occupano di diversi settori: dalla ricerca e sviluppo nel campo agro-alimentare alla ricerca, sviluppo, produzione e consulenza nel settore chimico; dallo sviluppo di nuove tecnologie di depurazione delle acque all'utilizzo della geomatica per riconoscere ed affrontare i rischi idrogeologici. Troviamo inoltre attività nei settori della ricerca e sviluppo della biologia e protesiologia, dello screening sperimentale per la prevenzione del carcinoma al colon retto e della costruzione di
linee cellulari per la diagnostica oncologica.
Per approfondimenti: http://www.2i3t.it/
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È sottile come un capello, ma molto duttile ed efficace la nanosonda realizzata con una singola fibra ottica da una collaborazione tutta italiana tra il Consorzio interuniversitario per le scienze fisiche della materia (CNISM) presso l?Università di Pavia, il laboratorio BIONEM dell'Università della Magna Grecia di Catanzaro e il laboratorio TASC dell'INFM-CNR.
Il dispositivo, presentato in un articolo su Nature Photonics, è una ?pinzetta ottica? (optical tweezer) in grado di intrappolare oggetti con dimensioni comprese tra 1 milionesimo ed 1 miliardesimo di metro. Le pinzette ottiche standard sono poco versatili perché si ottengono focalizzando un fascio laser con tradizionali microscopi, mentre il dispositivo ora realizzato supera queste limitazioni grazie alle tecniche di nanofabbricazione. La punta della fibra ottica, infatti, è microstrutturata e può intrappolare, come hanno dimostrato i ricercatori, sferette di polistirene del diametro di 10 milionesimi di metro. Il dispositivo diventa così una vera e propria nano-sonda per manipolare e analizzare le particelle intrappolate e rappresenta un elemento potenzialmente di grande interesse per futuri dispositivi integrati realizzati con fibre ottiche.
La sonda potrebbe avere un impiego in biologia e medicina per realizzare endoscopie e verificare il posizionamento di un farmaco. Ma la pinzetta è di grande interesse anche per le sue applicazioni in fisica, in particolare per quanto riguarda la spettroscopia, poiché può essere utilizzata in laboratorio anche in condizioni di vuoto.
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I grandi ghiacciai diventano sempre più piccoli e la regressione non accenna a fermarsi. In cinque anni quelli dell'Himalaya, nella regione indiana Spiti Lahaul, si sono assottigliati di 0,85 metri all'anno, con una perdita di 3,9 chilometri cubi di acqua. E' quanto risulta dallo studio dell'Agenzia Spaziale francese (Cnes), realizzato nell'ambito del progetto Isis (Incitation a l'utilisation Scientifique des Images Spot), che si e' avvalso delle informazioni fornite dal satellite Spot 5 per realizzare un modello digitale di una frazione dei ghiacciai dell'Himalaya.
La tecnica e' sperimentale, ma e' stata convalidata nelle Alpi e, secondo gli esperti, si potrebbe dimostrare "molto efficace" per studiare lo scioglimento di tutti i ghiacciai dell'Himalaya, che si estendono su una superficie di 33.000 chilometri quadrati.
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Uno dei prestigiosi riconoscimenti assegnati con la seconda edizione dell'European Inventor of the Year Awards è andato all'azienda italiana Novamont di Novara per l'invenzione del Mater-bi, una plastica biodegradabile ricavata dal mais. Questo materiale ha rappresentato una rivoluzione per la gestione dei rifiuti: alcuni prodotti in plastica, quindi di difficile smaltimento e recupero, come i sacchetti o i piatti e le posate usa e getta, possono infatti essere sostituiti con prodotti in Mater-bi perfettamente compostabili con un notevole vantaggio per l'ambiente. L'azienda rappresenta inoltre un esempio in quanto ha al suo interno un centro di ricerca nel quale, oltre ad essere impegnato il 30% dei dipendenti, trovano spazio numerosi giovani ricercatori.
I premi sono stati conferiti lo scorso 18 aprile a Monaco di Baviera dal Presidente dell'EPO (European Patent Office - Ufficio Brevetti Europeo) insieme con il Vice Presidente della Commissione Europea.
Gli altri premi sono andati al Prof. Marc Feldmann del Kennedy Institute of Rheumatology di Londra per l'identificazione del ruolo della citochina nel trattamento di alcune patologie autoimmuni quali l'artrite reumatoide.
Alla Robert Bosh di Stoccarda è stata invece riconosciuta la rilevanza della tecnologia al plasma applicata alla sensoristica, che ha reso possibili alcune applicazioni importanti quali l'invenzione degli airbag.
Il premio riservato a concorrenti non europei è stato assegnato agli americani Joseph Vacca e Bruce Dorsey dei Laboratori di Ricerca Merck per la scoperta del Crixivan, un inibitore della proteasi che ha rivoluzionato il trattamento dell'AIDS.
Per ulteriori informazioni: http://www.european-inventor.org
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Verrà lanciato lunedì il satellite italiano Agile, il cui compito è fornire dati su aspetti ancora sconosciuti dell?universo, catturando i raggi X e gamma liberati dalle gigantesche esplosioni di stelle di neutroni o supernovae. L'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) ha previsto il lancio per le 12, ora italiana, dalla base di Shriharikota in India. Agile (Astrorivelatore Gamma a Immagini Leggero) e' il primo satellite europeo ad essere lanciato con un vettore indiano.
Si tratta di un momento importante per la scienza e per l?Italia, dopo 11 anni l'Asi torna nello spazio con una missione scientifica nazionale. Compito di Agile e' proseguire le ricerche avviate proprio 11 anni fa dal satellite italiano Sax nell'astrofisica delle alte energie.
Agile e' una missione tutta italiana nella quale sono coinvolti, oltre l'Asi, Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Inf), Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), Ente Nazionale per le Energie Alternative (Enea), Consorzio Interuniversitario per la Fisica Spaziale (Cifs) e numerosi istituti universitari italiani. Italiane sono anche le industrie che hanno realizzato il satellite, guidate dalla Carlo Gavazzi Space e riunite in una squadra che comprende Oerlikon-Contraves, Alcatel-Alenia Space Italia, Telespazio, Galileo Avionica e Mipot.
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Verrà lanciato lunedì 23 aprile il satellite italiano Agile, il cui compito è fornire dati su aspetti ancora sconosciuti dell?universo, catturando i raggi X e gamma liberati dalle gigantesche esplosioni di stelle di neutroni o supernovae. L'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) ha previsto il lancio per le 12, ora italiana, dalla base di Shriharikota in India. Agile (Astrorivelatore Gamma a Immagini Leggero) e' il primo satellite europeo ad essere lanciato con un vettore indiano.
Si tratta di un momento importante per la scienza e per l?Italia, dopo 11 anni l'Asi torna nello spazio con una missione scientifica nazionale. Compito di Agile e' proseguire le ricerche avviate proprio 11 anni fa dal satellite italiano Sax nell'astrofisica delle alte energie.
Agile e' una missione tutta italiana nella quale sono coinvolti, oltre l'Asi, Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Inf), Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), Ente Nazionale per le Energie Alternative (Enea), Consorzio Interuniversitario per la Fisica Spaziale (Cifs) e numerosi istituti universitari italiani. Italiane sono anche le industrie che hanno realizzato il satellite, guidate dalla Carlo Gavazzi Space e riunite in una squadra che comprende Oerlikon-Contraves, Alcatel-Alenia Space Italia, Telespazio, Galileo Avionica e Mipot.
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Arriva dalla Cina la scoperta di un nuovo ceppo di batteri mangiapetrolio. Sarebbero capaci di nutrirsi direttamente dei componenti del petrolio riuscendo a degradarli. Il batterio, descritto sulla rivista Proceedings of the National Academy of Science (PNAS), per il momento ha soltanto una sigla, NG80-2, il gruppo di ricercatori è riuscito però a sequenziare il Dna, permettendo di capirne meglio il funzionamento.
Secondo lo studio, condotto da un gruppo di centri di ricerca di Tlanjin, il nuovo ceppo di batteri mangiapetrolio in futuro potrebbe avere diversi impieghi in campo ambientale. La sua caratteristica principale e' di riuscire a degradare gli alcani a catena lunga, cioe' le lunghe molecole a base di carbonio che sono i principali componenti del petrolio.
Queste catene vengono trasformate in molecole piu' piccole che poi l'NG80-2 utilizza come cibo.
Il microorganismo e' stato isolato in un grande deposito di petrolio nel Nord della Cina e ha mostrato di essere in grado di crescere anche a temperature molto alte, comprese fra 45 e 73 Gradi
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E' un bilancio molto positivo quello che è stato presentato il 19 febbraio nel corso del convegno organizzato da Torino Wireless al Politecnico con l'intervento del Ministro dell'Innovazione e della Funzione Pubblica Nicolais.
Il Presidente di Torino Wireless, Rodolfo Zich, non ha certo nascosto la propria soddisfazione per il successo ottenuto da quella che cinque anni fa era nata come una sfida ricca di incognite. La realtà è che oggi si è creato in Piemonte un distretto che raccoglie i principali operatori del settore ICT (Information and Communication Technologies), in grado di attirare sul territorio capitali di imprese pubbliche e private, per una cifra che a fine 2007 si stima intorno ai 145 milioni di euro.
Il modello seguito è stato quello dell'integrazione e della collaborazione tra aziende e istituzioni e del supporto alle piccole e medie imprese per lo sviluppo di progettualità e innovazione.
Il futuro è proiettato verso una sempre maggiore internazionalizzazione delle imprese, sono in corso progetti di interscambio tecnologico con il Giappone e il Sud America, con il vantaggio di confrontarsi con realtà diverse mettendo in sinergia esperienze e know-how reciproci.
Per approfondimenti: http://www.torinowireless.it/index.php
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C'è chi lo apprezza e c'è chi non lo sopporta, ma tutti lo riconoscono, stiamo parlando dell'inconfondibile profumo dei tartufi. Ora un gruppo di ricercatori del Centro di eccellenza CEBIOVEM (Dipartimento di Biologia Vegetale dell'Università di Torino) e dell'IPP-CNR sempre di Torino si è dedicato alla messa a punto di un sistema per analizzare la composizione di questo odore così particolare . Lo studio ha permesso di identificare ben 119 molecole organiche volatili, delle quali 70 non erano ancora state descritte nei tartufi e 60 nei funghi in generale. Questi aromi si sono dimostrati molto variabili e caratterizzanti delle diverse specie di tartufi. Inoltre i ricercatori sono stati in grado di discriminare alcune sostanze odorose presenti esclusivamente nel corpo fruttifero o nel micelio.
La ricerca è stata pubblicata sul numero di ottobre della rivista Phytochemistry.
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Le province italiane vogliono giocare un ruolo importante nella sfida aerospaziale e puntano a realizzare progetti su scala europea. La presentazione è avvenuta a Bruxelles, nella sede del Parlamento europeo. Tra coloro che hanno elaborato un piano c?è la Provincia di Torino. Dopo la firma, piu' di un anno fa, di un accordo interistituzionale per coordinare le politiche di settore e le molteplici applicazioni connesse al programma satellitare Galileo, grazie ad una rete composta sedici province italiane interessate - Roma, Milano, Torino, Firenze, Pisa, Rieti, Viterbo, Napoli, Caserta, Benevento, L'Aquila, Frosinone, Matera, Terni, Perugia e Ascoli Piceno - sono stati messi a punto undici progetti da applicare su tutto il territorio nazionale, rielaborati, in modo da evitare sovrapposizioni e realizzando sinergie, da una sessantina di progetti preesistenti.
I progetti, e' stato spiegato nella presentazione al Parlamento hanno le caratteristiche per rispondere agli obiettivi del settimo programma quadro europeo per la ricerca e quindi per accedere ai finanziamenti Ue 2007-2013 ma, al tempo stesso, per consentire alle imprese, compreso quelle di piccole dimensioni, di acquisire strumenti tali da diventare competitive nel settore.
L'iniziativa, promossa dall'Unione delle province italiane, che come ha sottolineato il presidente Fabio Melilli, attribuisce enorme importanza allo sviluppo del settore, e' stata accolta positivamente sia dagli europarlamentari intervenuti, sia dai rappresentanti delle istituzioni comunitarie.
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