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Alle Molinette primo intervento chirugico per il trattamento della Depressione Maggiore |
E' stato effettuato presso l'ospedale Molinette di Torino il primo intervento chirurgico di stimolazione del nervo vago (VNS) per la cura della Depressione Maggiore grave e resistente alle cure farmacologiche. Per i pazienti che non rispondono alle cure farmacologiche e psicoterapeutiche, ed il cui quadro sintomatologico è di particolare gravità ? con sofferenza intensa ed elevato rischio di suicidio ? è stata recentemente individuata una possibilità terapeutica aggiuntiva: un intervento chirurgico per la stimolazione del nervo vago (VNS). Questa nuova terapia è stata messa a punto presso l?Azienda Sanitaria Ospedaliera San Giovanni Battista - Molinette di Torino, la Psichiatria 1 (diretta dal professor Filippo Bogetto in collaborazione con il professor Giuseppe Maina) e la Neurochirurgia (diretta dal professor Alessandro Ducati in collaborazione con il professor Michele Lanotte) ed il primo intervento è stato effettuato nel mese di marzo, con soddisfazione del paziente e dei sanitari. L?intervento consiste nell?impianto, a livello del collo, di un elettrodo intorno al nervo vago, poi connesso a uno stimolatore di ridotte dimensioni (tipo pace-maker) posizionato a livello della regione pettorale. Questo tipo di cura ha l?autorizzazione dell?Unione Europea ed è stata approvata negli Stati Uniti dalla Food and Drug Administration nel luglio 2005
La depressione è una condizione patologica sostanzialmente diversa dalla comune e fisiologica condizione di tristezza. La diagnosi di Depressione Maggiore comprende la categoria dei disturbi depressivi più gravi. Nel corso della vita oltre il 10% degli italiani viene interessato da un episodio di depressione maggiore. L?80% dei pazienti con Depressione Maggiore risponde in modo soddisfacente alle terapie convenzionali.
I dati forniti dalla letteratura scientifica internazionale sulla stimolazione chirurgica del nervo vago, come terapia aggiuntiva nella Depressione Maggiore resistente ai tradizionali trattamenti, evidenziano quanto segue:
1. Sono selezionabili esclusivamente soggetti affetti da depressione grave e refrattaria ad altre terapie;
2. Oltre il 30% dei pazienti risponde in modo soddisfacente al trattamento chirurgico e si annulla nei pazienti trattati il rischio di suicidio;
3. E? un intervento generalmente ben tollerato. Gli effetti collaterali post-operatori più diffusi sono lieve raucedine e tosse. Si tratta comunque di disturbi solitamente transitori che possono comparire nelle prime settimane dopo l?intervento;
4. Non sono riferiti effetti di sedazione. Non esiste il rischio di overdose (da superstimolazione), nè effetti teratogeni sul feto nel caso di donne in gravidanza;
5. Il trattamento è reversibile e modulabile.
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