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Al via un nuovo studio su diossina e salute in Campania
L?anno nuovo inizia con la triste eredità dell?allarme roghi per i rifiuti accumulati lungo le strade della Campania. Un?emergenza di cui non si vede la fine, vista la difficoltà di trovare aree adatte allo smaltimento e allo stoccaggio della spazzatura per l'opposizione degli abitanti nelle zone interessate. E una questione tanto grave da essere citata persino nel messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica. Per dare la giusta dimensione al problema la Regione Campania avvia proprio in questi giorni un?indagine di biomonitoraggio umano che non ha precedenti in Italia (per dimensione del campione) ed è tra le più ampie condotte a livello internazionale. A partire da febbraio verranno fatti prelievi di sangue su 780 persone e di latte materno su 50 donne per valutare l?eventuale presenza di diossine e metalli pesanti. La lista delle persone coinvolte sarà composta in modo proporzionale alla popolazione locale, in una fascia di età che va dai 20 ai 64 anni, in 13 Comuni scelti per diverso livello di rischio ambientale. Lo studio «Sebiorec» sarà realizzato dall?Istituto Superiore di Sanità (ISS) con la collaborazione di: Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IFC-CNR) a Pisa, Osservatorio Epidemiologico, Registro Tumori - Asl Napoli 4 e cinque altre Aziende Sanitarie Locali della Campania. Nei mesi scorsi l?allarme per l?inquinamento da rifiuti nel napoletano aveva indotto la Protezione Civile a finanziare una prima indagine epidemiologica (realizzata da OMS, ISS e CNR), che ha consentito di identificare le aree a maggiore rischio per la salute. «Ora», spiega Fabrizio Bianchi, dirigente della ricerca all?IFC-CNR di Pisa, «la Regione promuove un nuovo studio con l?obiettivo di verificare se il livello di inquinamento ambientale abbia aumentato davvero l?esposizione della popolazione a contaminanti pericolosi e capire i rischi che ciò può determinare. È dunque un?indagine non sulla salute, ma sul livello di esposizione pregressa (o recente) a sostanze pericolose, la cui presenza nell?ambiente è ormai attestata. Affiancheremo ai prelievi un questionario sulle abitudini di vita e di lavoro, indispensabile per interpretare correttamente i dati ottenuti dai campioni biologici». I risultati saranno molto utili per programmare interventi di riqualificazione ambientale e prevenzione sanitaria che, a questo punto, sono quanto mai urgenti. «Purtroppo in campo sanitario e ambientale alcuni tendono a minimizzare i rischi mentre altri esagerano i danni in assenza di dati certi, alimentando le paure della gente. Fare chiarezza è doveroso ed è la prima buona azione che lo studio si propone nei confronti della comunità». I contenuti specifici della ricerca, le modalità e il valore dei risultati per la tutela della salute pubblica saranno presentati già a partire da gennaio in riunioni apposite con i medici di base, gli amministratori e le comunità locali.
Leggi Tutto : http://www.torinoscienza.it/novita/apri?obj_id=2133.
 
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