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Il secondo Rapporto dell'IPCC dà le cifre dell'emergenza ambientale |
Se con il primo volume del quarto Rapporto pubblicato a inizio febbraio l'IPCC (Intergovernative Panel for Climate Changes) aveva lanciato l'allarme sui cambiamenti climatici in corso, imputandone la causa all'effetto serra derivante dall'attività umana, con il secondo volume del Rapporto, presentato oggi a Brusselles, vengono forniti i dati della catastrofe cui andrà incontro il nostro Pianeta se non si metteranno in atto da subito interventi radicali.
Oltre 2.500 esperti provenienti da 130 Paesi del mondo hanno lavorato negli ultimi sei anni per analizzare l'impatto del riscaldamento globale e valutarne gli effetti nel prossimo futuro. Il quadro che ne esce non è certo rassicurante: già entro il 2050 potrebbero verificarsi mutamenti radicali degli ambienti in cui viviamo. Anche se i climatologi non sono ancora in grado di prevedere con certezza l'entità precisa dell'andamento della temperatura nei prossimi anni, e quindi i possibili scenari di riferimento possono essere più o meno pessimistici, è chiaro che sono comunque necessarie delle misure tese a ridurre l'effetto serra, in particolare da parte dei Paesi più industrializzati.
L'Italia in particolare verrebbe colpita nei suoi aspetti paesaggistici più tipici: le Alpi e il Mediterraneo. L'aumento della temperatura porterà alla scomparsa dei ghiacciai perenni e della neve dalle nostre montagne, mentre il riscaldamento dell'acqua del Mediterraneo, oltre a provocare la scomparsa di numerose specie marine, provocherà siccità lungo le coste.
Per approfondimenti: http://www.ipcc.ch/
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